Fascia porta bebè: vantaggi del suo utilizzo nel babywearing

Mamme e bambini
10 giugno 2016
di Paola Adrisani

Scegliere di “portare i bambini addosso” con una fascia porta bebè e supporti ergonomici non è una moda all’ultimo grido, ma piuttosto una scelta sempre più comune, condivisa e consapevole, perché comporta una lunga serie di vantaggi, tanto per il bambino che per il genitore, sia a livello fisico che a livello relazionale.  

Tale pratica si chiama babywearing e in questo articolo provo ad elencarvi una serie di motivi per motivare anche i genitori più indecisi e perplessi a fare una scelta in questa direzione.

Vedrete che il vostro piccolo starà benissimo. E anche voi!

Vantaggi nell’utilizzo della fascia porta bebè

Soddisfa il bisogno di contatto del neonato

Dopo nove mesi nel pancione della mamma, il neonato ha un profondo bisogno di contatto con i propri genitori. I bambini portati in fascia apprezzano notevolmente questa vicinanza e intimità. Il contatto corpo a corpo (vedi pelle a pelle), infatti, risponde ad un suo bisogno primordiale. Allo stesso modo, anche la madre (e il padre) apprezza moltissimo questo contatto così intimo e speciale, una naturale e fisiologica continuazione della gravidanza.

Fornisce un senso di protezione e sicurezza al bambino

Portato in fascia, il bambino si sente protetto e sicuro. Avvolto dolcemente da un tessuto morbido e comodamente appoggiato al corpo della mamma o del papà, é in grado di sentirne il calore, l’odore, la voce, il battito del cuore. Può riconoscere il volto e mantenere un costante contatto visivo con chi lo porta. Questa è la posizione ideale per poter affrontare gli stimoli provenienti dal mondo esterno, da una posizione conosciuta, protetta e sicura. L’enorme quantità di stimoli che lo investe non lo spaventa, perché è protetto e a contatto con la sua mamma o col suo papà. Il senso di sicurezza risulta decisivo nello sviluppo di una positiva immagine di sé stessi e, più tardi, forma le basi di una personalità autonoma.

Aiuta a ridurre il pianto dei bambini e li rende più felici

Alcune ricerche dimostrano che bambini "portati" quotidianamente piangono molto di meno rispetto a quelli "non portati".

Stimola la funzione termoregolatrice del neonato 

Favorendo la costante vicinanza col corpo del genitore, la fascia porta bebè aiuta a stimolare la funzione termoregolatrice del corpo del neonato che, da solo, non è in grado di regolare la propria temperatura corporea. Il corpo della mamma o del papà, così a stretto contatto col corpo del bambino, stabilizzano così la sua temperatura soprattutto nei primi mesi di vita. Questo meccanismo è lo stesso anche per il battito cardiaco e il ritmo del respiro.

Portare perché stimola la montata lattea

Il contatto fisico con il bambino aumenta la produzione dell’ormone prolattina, che induce l’aumento della produzione del latte materno: il latte, quindi, arriva più facilmente e in abbondanza.

Fa sentire bene

Avere addosso il proprio bimbo incrementa anche la produzione dell’ormone ossitocina, responsabile della regolazione dei livelli di stress. Ciò fa sentire la mamma più serena, maggiormente confidente nelle proprie capacità di mamma e più adeguata a prendersi cura del proprio bimbo e a rispondere ai suoi bisogni, con conseguente diminuzione dei casi di depressione post-partum.

Stimola uno sviluppo equilibrato 

Al contrario di quanto si crede, il babywearingnon rende viziato e dipendente il bambino, bensì l’opposto: incontrando le sue necessità e rassicurandolo, lui acquisirà sicurezza e avrà meno difficoltà poi a staccarsi dalla madre a tempo debito. Ciò è importante nella creazione di un’immagine di sé positiva, nello sviluppo di un attaccamento sicuro nei confronti dei genitori e, crescendo, nella formazione di una personalità autonoma e indipendente.

Rispetta le anche e la spina dorsale del bambino

Nella fascia porta bebè il bacino, le anche e le gambe del bambino assumono una posizione fisiologica cosiddetta "a gambine di rana" o "a M": il tessuto della fascia, infatti, mantiene le gambe molto divaricate, con le ginocchia più alte rispetto al sederino. Questa posizione è indicata per tutti i neonati ed è addirittura consigliata per la prevenzione e la cura della displasia all'anca. Con le gambine bene allargate e il bacino sostenuto dal tessuto, la spina dorsale del bambino è portata ad incurvarsi in maniera naturale formando una grande C, esattamente come nel ventre materno durante la gravidanza. Con la colonna vertebrale ben sostenuta dalla fascia, quindi, il bambino tenderà ad appoggiare la testa al petto di chi lo porta fino al momento in cui sarà in grado di sollevarla autonomamente (ed evitando quindi che la colonna sia precocemente sovraccaricata dal peso della testa). Si ritiene, inoltre, che questa posizione agevoli lo sviluppo della muscolatura dorsale, portando il bambino a sostenere autonomamente il capo in tempi brevi.

Posizione corretta delle fasce porta bebè

Aiuta il papà ad entrare il relazione con il bambino

Durante i primi mesi di vita del neonato, per un giovane papà non è sempre facile instaurare, col proprio bambino, un legame profondo come quello che lo lega alla madre. Con la fascia porta bebè anche il padre è messo in grado di instaurare già da subito un profondo legame con il proprio cucciolo, tenendolo ben stretto al proprio petto, dove il piccolo potrà imparare a conoscerne l'odore, i movimenti, il suono della voce.

Garantisce comfort e comodità per entrambi

Le fasce porta bebè sono supporti ergonomici che garantiscono un'ottima distribuzione del loro peso sul busto e la schiena di chi li porta. Portare un bambino in fascia risulta quindi molto confortevole per il genitore, che potrà utilizzarla anche per molte ore durante la giornata, senza affaticare collo e schiena. Se si comincia a "portare" già dai primi mesi di vita, poi, la muscolatura del genitore si adatterà al crescente peso del bambino, senza percepirne eccessivamente l'aumento.

A seconda della tipologia, alcune fasce sono più indicate di altre per portare i bambini più grandi e pesanti.

Previene i problemi del tratto digerente

I problemi più comuni che affliggono i bambini sono le coliche e il reflusso.

Nel primo caso, il solo contatto corporeo nella fascia è benefico (spesso, infatti, le coliche non sono un disturbo organico, ma un’espressione di tensione e disagio emotivo); inoltre, il massaggio e la pressione forniti dal contatto con il corpo di chi porta, aiuta ad alleviare la tensione al pancino. Nel secondo caso, grazie alla posizione verticale garantita dalla fascia o dal supporto, il reflusso viene alleviato o addirittura prevenuto.

È uno strumento pratico

Grazie alla fascia, le mani rimangono libere per potersi occupare della casa, fare la spesa spingendo il carrello e dedicare tempo ai fratelli più grandi. È più facile uscire quando piove, passeggiare sulla spiaggia o in montagna, salire sui mezzi pubblici e accedere a spazi difficili da raggiungere con il passeggino, superando il problema di gradini, marciapiedi, buche e altri ostacoli.

È conveniente

Il costo di una fascia porta bebè o di qualsiasi altro supporto è sicuramente di gran lunga inferiore a quello di passeggini, navicelle, trio, marsupi non ergonomici e quant’altro, anche perché si può portare il bambino dalla nascita fino almeno ai 3 anni anche con un’unica e sola fascia!

Fasce porta bebè consigliate

Sullo shop online di Lapharma sono disponibili diversi modelli di fasce porta bebè Amazonas e Medela, due marchi leader nel mercato delle fasce: potete scegliere in base a ogni esigenza, vostra e del vostro bambino.

Conclusioni e ulteriori suggerimenti

Per maggiori informazioni su babywearing e fasce sono a vostra disposizione: potete inviarmi una mail all’indirizzo info@lapharma.it.

Vi consiglio di rivolgervi sempre ad una Consulente del Portare per intraprendere con lei un percorso lungo e soddisfacente: troverete una persona competente e preparata per accompagnarvi in un babywearing corretto, aiutandovi nella scelta del supporto più idoneo alle vostre esigenze e insegnandovi come rispettare sempre e in ogni legatura la fisiologia del bimbo.

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