Farmaci scaduti: si possono davvero usare?

Salute
11 marzo 2016
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Ognuno di noi possiede una piccola farmacia domestica dove conserviamo farmaci di ogni tipo. Anche chi non soffre di patologie particolari o malattie croniche, si sente al sicuro sapendo di avere a portata di mano medicine per ogni evenienza. Molti di quei farmaci, però, non vengono utilizzati, lasciandoli scadere senza ricordarsi nemmeno di averli a disposizione.

Sui farmaci scaduti vi sono pareri contrastanti. La scienza, ad ogni modo, dice che determinati farmaci scaduti si mantengono comunque stabili, anche dopo alcuni anni dalla data di scadenza indicata sulla confezione. Ovviamente, per poter conservare le loro proprietà, i medicinali scaduti devono essere stati conservati in condizioni ottimali.

Quali rischi corre chi, inavvertitamente, assume un farmaco scaduto

Dobbiamo innanzitutto chiarire alcuni punti fondamentali che riguardano tale argomento ossia:

  • cosa indica la data di scadenza di un farmaco;
  • cosa dicono gli studi scientifici a riguardo;
  • importanza delle modalità di conservazione delle medicine;
  • cosa sapere riguardo ai farmaci in soluzione;
  • la tossicità dei farmaci scaduti;
  • consigli per evidenziare bene la scadenza.

Cosa indica la data di scadenza di un farmaco

La data di scadenza di un farmaco semplicemente indica che gli studi effettuati su tale medicinale hanno appurato che, se il prodotto è stato conservato in modo ottimale fino alla sua data di scadenza, mantiene ancora la sua stabilità. Ciò non significa che lo stesso farmaco diventi instabile o perda le sue proprietà dopo la data di scadenza.

Cosa dicono gli studi scientifici

Gli studi condotti sulle proprietà e la stabilità dei farmaci scaduti sono tanti e la stragrande maggioranza dice che su un campione di circa 3mila farmaci, l’88% di questi rimane stabile (in media per ben 66 mesi dopo la data di scadenza) se conservati bene mantenendo circa il 90% o più della loro efficacia, anche dopo diversi decenni dalla data di scadenza.

Conservare bene i farmaci

Tutte quelle percentuali positive dipendono, però, dalle condizioni di conservazione dei farmaci: è risaputo, ad esempio, che le alte temperature o i luoghi umidi possono accelerare il processo di degradazione delle medicine. Nello specifico, per una corretta conservazione dei farmaci è indispensabile:

  • leggere e osservare le regole di conservazione di ogni singolo farmaco posseduto;
  • conservarli lontano da fonti di luce, solare o artificiale che sia;
  • conservarli in ambienti non umidi o in contenitori stagni
  • conservarli in ambienti dove la temperatura non è né troppo calda né troppo fredda;
  • lasciare il più possibile i farmaci nelle loro confezioni originali.

Il caso dei farmaci in soluzione

Un paragrafo a parte meritano sicuramente i farmaci in soluzione e in sospensione, solitamente meno stabili dei farmaci tradizionali. Quando ci troviamo dinanzi a un farmaco in soluzione scaduto, dobbiamo prestare attenzione prima di tutto al suo colore e se si sono formati precipitati: il cambiamento di colore e la presenza di precipitati, infatti, sono segni palesi di degradazione dei farmaci in soluzione.

Tossicità dei farmaci scaduti

Io consiglio di non utilizzare mai farmaci scaduti, ma aggiungo anche che il vostro medico curante può tranquillizzarvi nel caso abbiate assunto un farmaco scaduto inavvertitamente. Non tutti i farmaci scaduti sono pericolosi e la tossicità dipende dalla loro tipologia: alcuni farmaci come anticonvulsivanti, teofillina, contraccettivi orali, ormoni tiroidei e anticoagulanti non vanno assolutamente presi se scaduti ed è di vitale importanza rispettare la loro data di scadenza.

Piccoli accorgimenti per evitare noie

Un consiglio che posso darvi è quello di tenere sott’occhio la data di scadenza dei farmaci, magari scrivendola sulla confezione con caratteri chiaramente visibili e con un colore acceso, così da poter essere subito vista. Un’altra buona abitudine è quella di effettuare periodicamente una revisione dei farmaci posseduti in casa, inserendo i farmaci prossimi alla scadenza in un contenitore diverso rispetto a quelli la cui scadenza è ancora lontana.

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